Mani del fisco sulle carte di credito

Nel Decreto PNRR 2, approvato in Consiglio dei Ministri il 21 aprile, è stato introdotto un nuovo obbligo per le società che emettono carte e bancomat: dovranno trasmettere ogni giorno i dati sulle transazioni eseguite all’Agenzia delle Entrate.

I dati degli acquisti effettuati saranno direttamente a disposizione del Fisco, senza nemmeno passare dall’invio che prima era in capo a negozi, studi professionali e esercizi commerciali.

A giorni troveremo questa amara novità in Gazzetta Ufficiale.

Cosa comporta questo? Essenzialmente i negozianti da “controllori” diventano controllati perchè l’Agenzia delle Entrate procederà direttamente a incrociare gli scontrini da questi ultimi emessi con le ricevute delle transazioni ottenute dalle società che emettono le Carte di Credito/ POS. Evitano così il rischio di una mancata conversione del “pre-conto” in scontrino e ricevuta fiscale.

Secondariamente (e a nostro avviso è il pericolo principale) potranno agevolmente incrociare gli acquisti di milioni di italiani per le verifiche del redditometro senza nemmeno aprire una procedura su un contribuente. Saranno controlli automatizzati con algoritmi, focalizzati su carte di credito collegati ad un conto corrente ed agli exchange delle cryptomonete. Ricordiamo che il Redditometro oggi fa scattare l’accertamento fiscale quando si sfora del del 20% il reddito dichiarato (abbiamo trattato l’argomento qui), senza conteggiare nessun utilizzo del risparmio. Questo significa anche che gli acquisti degli italiani saranno direttamente ispezionabili da decine di migliaia di impiegati del fisco, in barba agli ultimi sensati rimasugli di privacy.

Quanto tempo potrà conservare questi dati il fisco? 10 anni.

Auguri a tutti

Di Rolando Furiosi

Specialista in economia e ambiente, ho lavorato per illustri aziende del settore termico industriale e domestico e ho collaborato alla stesura di importanti testi scientifici. Nel tempo libero sono appassionato di barche a vela e adoro compiere lunghe passeggiate lungo gli argini dei canali di campagna, possibilmente nelle giornate secche.

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