La Bce annuncia il rialzo dei tassi di interesse di 25 punti il 9 Giugno, e si scatena il panico. Inizia una ondata di vendite perchè non vengono indicati gli strumenti “ad Hoc” per evitare l’attacco dei mercati ai titoli di stato dei paesi indebitati ( Italia in primis)

Sale lo Spread in pochi giorni, in poche ore, e cadono i prezzi delle obbligazioni di tutti, anche dei “solidissimi” Bond tedeschi. Va giù tutto, non solo i titoli di stato.

La BCE ha deciso una riunione straordinaria o forse emergenziale, oggi 15 Giugno

 

Cosa ha deciso l’incontro straordinario della Bce di oggi? C’è un comunicato ufficiale.

questa nota ufficiale:

“…il Consiglio direttivo ha deciso che applicherà flessibilità nel reinvestimento dei rimborsi in scadenza nel portafoglio PEPP, al fine di preservare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria, condizione preliminare affinché la BCE sia in grado di realizzare i suoi mandato di stabilità dei prezzi. Inoltre, il Consiglio direttivo ha deciso di conferire mandato ai pertinenti Comitati dell’Eurosistema insieme ai servizi della BCE per accelerare il completamento della progettazione di un nuovo strumento anti-frammentazione all’esame del Consiglio direttivo”

 

Traduzione informale: abbiamo deciso di acquistare titoli di debito dei paesi traballanti (come l’Italia) anche oltre la quota stabilita per ciascun paese, e oltre la loro scadenza. Inoltre c’è l’annuncio del lancio di uno strumento apposito per evitare la “frammentazione del debito”, il cosiddetto “scudo antispread”

Preoccupa anche lo spread tra i rendimenti della Germania e le nazioni meridionali più indebitate, in particolare l’Italia, salito ai massimi degli ultimi due anni.

“Non tollereremo cambiamenti nelle condizioni di finanziamento che vadano oltre i fattori fondamentali e che minaccino la trasmissione della politica monetaria”. 

Schnabel ribadisce che non ci sono limiti di tempo o0 budget per la BCe per evitare la frammentazione.

Ricordiamo che l’aumento dei tassi di interesse comporta maggiori spese di interessi sul debito pubblico da parte dello Stato, che impedirebbe al governo di pagare stipendi e pensioni.

Di Rolando Furiosi

Specialista in economia e ambiente, ho lavorato per illustri aziende del settore termico industriale e domestico e ho collaborato alla stesura di importanti testi scientifici. Nel tempo libero sono appassionato di barche a vela e adoro compiere lunghe passeggiate lungo gli argini dei canali di campagna, possibilmente nelle giornate secche.

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