Gabbie a Shanghai

Orribile risveglio dei cittadini di Shanghai, in Cina, queste mattine come riferisce il Mirror. I residenti hanno trovato gabbie e recinti metallici alti dai 2 ai 3 metri fuori dalla soglia delle proprie abitazioni, per impedirgli di uscire di casa. Vengono segregati tutti, col Covid e senza.

Ricorda vagamente il 13 Agosto 1961, quando una mattina i Berlinesi si sono risvegliati con il muro (di mattoni e cemento) costruito in una notte. Ma quel muro divideva due parti della città, lasciando circolare liberamente i cittadini nelle rispettive Zone. Queste sono vere e proprie prigioni domiciliari.

“Quelli con recinzioni fuori dalle loro case – in un’area sigillata – non possono lasciare le loro proprietà indipendentemente dal fatto che abbiano o meno il virus.

I 25 milioni di persone di Shanghai sono stati rinchiusi per settimane a causa dell’impennata dei casi di Covid, con 21.000 nuovi casi segnalati domenica (24 aprile). 39 persone in città sono morte a causa del virus quel giorno.”

L’orrore cinese, che sta trasformando letteralmente Shanghai in una prigione fatta di condomini per 25 milioni, è la triste applicazione della politica Zero Covid.

All’inizio le persone sospettavano che queste sigillature fossero inflitte solo agli appartamenti o palazzi di chi risultava contagiato. Si sbagliavano di grosso.

“Un cittadino straniero ha parlato con la BBC. Ha affermato che il cancello principale del complesso è stato “incatenato” tre settimane fa dopo aver creduto che uno dei suoi vicini avesse preso il virus.

“C’è un lungo corridoio nel nostro complesso, e all’interno del lungo corridoio hanno messo un’altra gabbia verde tre giorni fa. Nessuna autorità ha spiegato le ragioni per cui è stato installata”, ha detto l’uomo alla BBC, volendo rimanere anonimo.

“Nessuno può uscire. Mi sento impotente. Non sai quando finirà il blocco”. Ora le persone stanno realizzando (anche in Cina) nella maniera più violenta che questi ingabbiamenti non hanno alcuna relazione con la malattia, nè con la positività al virus.

“Alcuni pensano che ingressi sigillati come questo siano per separare queste persone. La speranza era che gli altri residenti di una comunità non sarebbero stati puniti per la mancanza di cooperazione da parte di pochi. Questo potrebbe essere un pio desiderio.”

(fonte: Mirror- Uk: Chinese police build CAGES around homes in world’s strictest Covid lockdown – World News – Mirror Online)

Di Rolando Furiosi

Specialista in economia e ambiente, ho lavorato per illustri aziende del settore termico industriale e domestico e ho collaborato alla stesura di importanti testi scientifici. Nel tempo libero sono appassionato di barche a vela e adoro compiere lunghe passeggiate lungo gli argini dei canali di campagna, possibilmente nelle giornate secche.

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