La vergognosa giornata di ieri si è conclusa con l’approvazione del pacchetto “Fit for 55” proposto dalla commissione Ue (Ursula von der Leyen) e approvata dal Parlamento Ue con 339 favorevoli, 249 contrari e 24 astenuti.

Questa proposta prevede, fra le altre forme di razionamenti di massa programmati con la scusa (ridicola peraltro) di diminuire le emissioni di CO2, il divieto totale di vendita delle auto termiche a far data dal 2035: auto e furgoni a benzina, GPL, diesel, ibride e anche Plug-in.

Se non bastasse il caro carburanti, quindi, ci penserà il divieto di immatricolazione totale delle automobili a combustione interna a privare della mobilità le masse dei cittadini europei.

E questo per 2 ordini di motivi: le auto elettriche hanno un costo di acquisto proibitivo per la stragrande maggioranza dei cittadini che non potranno permettersele (basti pensare che il misero 0,6% degli acquisti ad elettrico totalizzati nel 2021 è stato ottenuto su fasce di prezzo che vanno dai 40.000€ in su, e finanziate dallo stato con 10.000€ di incentivo); l’energia elettrica ha dei costi proibitivi già adesso, ed è destinata ad aggravarsi per le insensate sanzioni contro i fornitori di gas e petrolio con i quali viene prodotta una buona parte dell’energia oggi. Non c’è alcuna prospettiva di sovrabbondanza elettrica per alimentare anche il traffico veicolare oltre alle attività domestiche e industriali. Se tutti guidassero una auto elettrica, infatti, il sistema elettrico nazionale collasserebbe, coma ha già avvertito il patron di Toyota (leggi l’intervista di Akio Toyoda qui)

L’auto e la mobilità, esattamente come nella prima metà del 900, tornerà ad essere quindi un lusso per pochi abbienti cittadini, e gli altri a piedi o in bici.

Che il movente sia proprio quello di togliere la mobilità alle masse lo conferma la contestuale approvazione della deroga “Motor Valley” votata vergognosamente da tutti i deputati italiani, ossia la deroga che esclude dal divieto i produttori “di nicchia sia di auto (tra 1.000 e 10.000 unità l’anno) sia di veicoli commerciali (fino a 22.000)” il distretto emiliano dove operano Ferrari (che nel 2021 ha in realtà superato la soglia massima con 11.155 immatricolazioni), Lamborghini, Maserati, Pagani, Dallara e Tazzar.

In questa pagina nera perfino l’innocuo emendamento del Ppe che prevedeva il divieto di produzione di auto termiche al 90% anzichè al 100% è stato rigettato.

Levate di scudi si sono subito elevate da tutto il settore (vedi qui)

Adesso la palla passa al Consiglio Europeo composto dai capi di governo.

 

Di Rolando Furiosi

Specialista in economia e ambiente, ho lavorato per illustri aziende del settore termico industriale e domestico e ho collaborato alla stesura di importanti testi scientifici. Nel tempo libero sono appassionato di barche a vela e adoro compiere lunghe passeggiate lungo gli argini dei canali di campagna, possibilmente nelle giornate secche.

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