Il mese di Aprile prefigura lo scenario del razionamento del Diesel in alcuni paesi europei. Fra i primi l’Italia.
Questo almeno esce dalla riunione del Commodities International Summit a Losanna (in Svizzera) e comunicato al Financial Times. “L’Europa importa circa la metà del suo diesel dalla Russia e l’altra metà dal Medio Oriente”, ha affermato Russell Hardy, capo della società olandese di petrolio Vitol, con sede in Svizzera. “Quella carenza sistemica di diesel c’è”. L’Italia importa settantadue tipologie diverse di greggio da ventidue paesi nel mondo. Nel 2021 ha acquistato da Mosca 5,1 milioni di tonnellate di greggio (da cui si distilla una parte in Diesel), il 10 per cento del totale importato. Come si vede una cifra che consentirebbe un certo margine di manovra.
Eppure le assurde sanzioni alla Russia rischiano di far precipitare nel razionamento l’Italia, addirittura prima di altri paesi europei che importano da Mosca il 30% (Germania) fino all’80% del Greggio estero (Finlandia e Lituania).

 

E così, mentre i governi del Vecchio Continente decretano un progressivo stop alle importazioni prima di aver acquisito altri canali di rifornimento per i derivati del petrolio, i dicktat Usa contro la Russia sembrano far molto più male all’Europa che a Mosca.

Di Rolando Furiosi

Specialista in economia e ambiente, ho lavorato per illustri aziende del settore termico industriale e domestico e ho collaborato alla stesura di importanti testi scientifici. Nel tempo libero sono appassionato di barche a vela e adoro compiere lunghe passeggiate lungo gli argini dei canali di campagna, possibilmente nelle giornate secche.

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