Entro l’8 luglio il governo dovrà decidere se prorogare o meno lo sgravio delle accise sui carburanti (ne abbiamo parlato qui e qui) che incide per circa 30 centesimi sul prezzo alla pompa.

Ma c’è una aggravante da considerare. Dopo gli sgravi “temporanei” decisi dal Governo i prezzi sono tornati a salire, ed oggi sono abbondantemente oltre i 2€ al litro per la benzina e circa 2€ per il diesel in modalità self service.

La prospettiva è quindi di trovarsi carburanti oltre i 2,30 da luglio, o ben che vada, a 2,00€ se il governo deciderà una altra proroga temporanea rimpiazzata da qualche altra tassa. Per il settore autotrasporti sarà una debacle, come spiega Fabio Tarquini, presidente regionale PmiA Unilavoro Marche, in una intervista a il resto del Carlino che linkiamo qui.

<<Il problema è nella decisione del governo?

“Si. Tutte le aziende con cui abbiamo stipulato contratti di committenza, a gennaio hanno applicato protocolli per l’adeguamento delle tariffe agli aumenti dei costi mettendoci nelle condizioni di lavorare e far fronte ai rincari. Ecco quindi che se non ci fosse stato il blocco delle accise, questo settore non sarebbe così in crisi”>>

Tarquini, che è titolare di una azienda specializzata nel settore del trasporto agroalimentare,( Tfs Autotrasporti) conta 45 mezzi frigo, per un indotto diretto di lavoro offerto a circa 50 dipendenti a cui si aggiunge l’indotto indiretto. Dopo l’8 Luglio 45 dipendenti su 50 saranno lasciati a casa. Il settore autotrasporto ha retto al lockdown del 2020, ma non reggerà all’aumento dei carburanti e sarà il tracollo del settore.

Di Rolando Furiosi

Specialista in economia e ambiente, ho lavorato per illustri aziende del settore termico industriale e domestico e ho collaborato alla stesura di importanti testi scientifici. Nel tempo libero sono appassionato di barche a vela e adoro compiere lunghe passeggiate lungo gli argini dei canali di campagna, possibilmente nelle giornate secche.

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